La rivoluzione dei Gilet Gialli

За съжаление тази статия е достъпна само в италиански. For the sake of viewer convenience, the content is shown below in the alternative language. You may click the link to switch the active language.

I blocchi del traffico organizzati in Francia dai “gilet gialli” hanno provocato chilometri di code e innumerevoli camion bloccati al confine con la Spagna; gli incolonnamenti hanno raggiunto 20 km di coda in autostrada. I blocchi dei vari depositi di carburante hanno causato le prime carenze di benzina, in Bretagna numerose stazioni di servizio sono a secco e le autorità locali hanno cominciato a razionare la benzina.
Ma facciamo un passo indietro! Com’è nato tutto questo? Chi sono i gilet gialli?

Nascono nei social network: i gilet gialli hanno portato nelle piazze una protesta senza precedenti: non organizzata, senza leader e slegata da partiti politici e sindacati.
“Dobbiamo tassare di più ciò che più inquina” così il presidente francese giustifica l’aumento delle accise sul carburante. È così che i Gilet Gialli protestano!
Protestano per l’aumento ingiustificato del prezzo del gasolio, e lo fanno perché non possono permettersi l’imposizione.
L’ecologia non significa aumento delle tasse e carovita. I cambiamenti climatici non possono essere combattuti con provvedimenti penalizzanti gli stili di vita della gente, con il rincaro dei carburanti, con l’aumento delle tasse e con imposizioni nei consumi, questi finiranno per alimentare solo malessere ed avversione.

Se si vuole immettere meno CO2 in atmosfera occorre farlo, attraverso trasporti e logistica, con la tecnologia, uso dell’elettricità, investendo in TAV e incentivando l’intermodalità.

Noi di Active Logistics crediamo veramente che una nuova impostazione del modello logistico sia possibile, incentivando controlli e combinando soluzioni di trasporto coerenti con i principi di efficienza, riduzione dei costi, sicurezza e rispetto dell’ambiente.